Ambiente: al via analisi dei pozzi, il 14 luglio tavolo con Istituto Superiore Sanità

Ambiente, ult. agg. 23.05.17 -
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Riunito il tavolo tecnico ambientale e sanitario istituito per il superamento della contaminazione da tallio.

All’ordine del giorno, nella sala del consiglio comunale di Pietrasanta in occasione dell’incontro che si è tenuto lunedì 22 maggio, gli approfondimenti sugli studi che interessano l’area di Valdicastello, il Pollino ed il centro storico di Pietrasanta.

Al tavolo hanno partecipato il Sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni insieme al Vice Sindaco, Daniele Mazzoni e all’Assessore all’Ambiente, Simone Tartarini.

“L’amministrazione – ha spiegato il primo cittadino - è al lavoro per risolvere definitivamente il problema tallio. Quello che stiamo facendo qui, per la salute e la qualità della vita, è un modello preso da esempio anche dall’Anci che ha inserito il nostro comune nella speciale commissione Health Urban City. La commissione ha il contributo del Ministero delle Salute, delle Infrastrutture e dell’Ambiente. Tra gli argomenti della commissione c’è anche l’attività sul tallio: un’attività di grande attenzione che il nostro territorio porta avanti quotidianamente per garantire acqua salubre a tutti i cittadini.

Siamo sulla stessa barca ed apprezzo profondamente che ci siano persone che tolgono tempo al lavoro e alla famiglia per questa causa. – ha detto riferendosi ai Comitati - Tutto il lavoro che abbiamo messo in campo va però sostenuto. La polemica, come purtroppo accade spesso, è un errore che va a decremento della qualità dell’interlocuzione tra il comitato ed il singolo cittadino. Io non demordo dall’avere un rapporto diretto con il cittadino. Per me è indispensabile. Qui nessuno vuole far bere dell’acqua non potabile e far respirare aria irrespirabile. – ha spiegato ancora – Qui sono nato, ho cresciuto i miei figli: io bevo acqua dal rubinetto. Siamo tutti sulla stessa barca. Il nostro obiettivo, come l’obiettivo dei comitati, è quello di arrivare ad una soluzione. Tutti i soggetti sono in campo a partire dal Ministero della Salute. La preoccupazione è condivisa: non è solo dei comitati. Pensare che l’amministrazione non stia facendo abbastanza è profondamente sbagliato. E’ una lettura non condivisibile, non corretta e falsa. Ci sono le azioni a parlare e tutta la documentazione è a disposizione di tutti”.

Il monitoraggio sui pozzi presentato che ha interessato l’area compresa tra via Regnalla ed il ristorante Da Beppino (alcune anticipazioni erano state fornite già negli scorsi giorni) ha avuto l’obiettivo di censire tutti i pozzi intorno ed a valle delle vasche di flottazione della ex Edem per verificarne la profondità ed il livello di falda emunto (di subalveo – superficiale o profonda) e valutare se possano sussistere situazioni di mescolamento tra acque superficiali e profonde e quindi di potenziale rischio di inquinamento della falda profonda. Censiti, sulla base di quanto disposto dall’Ordinanza Sindacale 53/2016, 21 pozzi. Dai rilevi effettuati è stato accertato che la falda superficiale è sicuramente in interconnesione con le acque del Torrente Baccatoio; per molti dei pozzi profondi esistono ragionali dubbi che possano esserci situazioni di mescolamento di acqua superficiale di sub alveo ed acque profonde. Per questi pozzi saranno quindi effettuati campionamenti delle acque per verificare le concentrazioni di elementi potenzialmente tossici, tra cui il tallio. Le analisi saranno effettuate dall’Asl già dalla prossima settimana.

Sono stati discussi gli esiti delle analisi effettuate dall’Università di Pisa – Dipartimento di Scienze della Terra sull’acqua prelevata da alcune fontane ed abitazioni private dal Comitato di Valdicastello e dall’Associazione per la tutela ambientale della Versilia.

Gaia ha illustrato l’andamento del monitoraggio sulla rete acquedottistica che evidenzia, valori di Tallio inferiori a 0,2 microgrammi/litro. Gli esiti dei campioni Usl confermano i dati di Gaia. Intanto è già stata calendarizzata, per il 14 luglio, una nuova riunione del tavolo tecnico che vedrà la partecipazione dell’Istituto Superiore di Sanità. Nel corso dell’incontro saranno presentati i risultati dei piani di sicurezza dell’acqua implementati nei sistemi acquedottistici di Pietrasanta e Valdicastello, anticipando normative europee (dir UE 2015/1787) attualmente in fase di trasposizione in Italia.

Per quanto attiene la Fontana di Porta a Lucca, Gaia ha completato il 16 maggio i lavori di sostituzione delle tubazioni; si ricorda che analogo intervento è stato realizzato a Valdicastello alla fontana “Dueponti”.

“Da dati di letteratura, il Tl (III) risulta più tossico del Tl (I) nei confronti dell’alga Chlorella e di Daphnia Magna, piccolo crostaceo planctonico, largamente usato in laboratorio per test di ecotossicologia. – ha spiegato Ida Aragona, Direttrice del Dipartimento di prevenzione Usl Toscana Nordovest leggendo una nota condivisa dall’azienda Asl con l’Istituto Superiore di Sanità - I saggi di tossicità con animali acquatici vengono effettuati per valutare se un dato composto o una miscela di composti sono tossici e, in caso positivo, per definirne i valori di diluizione compatibili con la vita acquatica.

L’ecotossicità non deve però essere confusa con la tossicità nei confronti dell’uomo: i dati attualmente disponibili (EPA 2009) mostrano che, nel mammifero, Tl (I) e Tl(III) hanno simile distribuzione e comparabile tossicità acuta. L’analisi dei rischi nella rete di distribuzione di Pietrasanta è stata oggetto di primaria e costante attenzione nell’ambito dei Piano di sicurezza dell’acqua: le valutazioni hanno riguardato, tra l’altro, analisi di distribuzione e trend sulle consistenti serie analitiche di concentrazioni di tallio nelle acque, valutazioni degli esiti dei lavaggi e sostituzione delle tubazioni, studi dei profili di contaminazione dei tasselli di tubazione della rete.

I risultati acquisiti, insieme alle altre valutazioni di rischio sull’intera filiera-idropotabile, hanno indirizzato le azioni di prevenzione poste in campo a tutela della salute, con l’introduzione di diverse misure di controllo sia per le captazioni e i trattamenti che per le reti acquedottistiche e interne agli edifici come pure per il monitoraggio e la comunicazione. Gli studi sulle contaminazioni delle tubazioni – ha precisato - hanno contemplato anche l’utilizzo di complesse metodologie di estrazione del tallio per le quattro diverse forme di tallio cedibili dalle condotte (Tl solubile in acqua potabile a pH neutro e/o debolmente acido, direttamente connesso con il rischio sanitario; Tl cedibile in condizioni fortemente riducenti costituito prevalentemente da ossido di Tl(III), scarsamente solubile in acqua potabile e ancorato fortemente sulla superficie delle tubazioni; Tl cedibile in condizioni debolmente ossidanti e tallio cedibile in condizioni fortemente ossidanti, legati alla sostanza organica presente nella condotta in due diverse modalità, frazioni anch’esse scarsamente solubili in acqua potabile).

L’Istituto Superiore di Sanità specifica che al momento è stato esaminato in dettaglio il contenuto di tallio solubile in acqua potabile, connesso con il rischio sanitario. Per quanto attiene le altre frazioni cedibili, individuate in quattro tasselli scelti come riferimento, le indagini saranno successivamente estese a tutti i campioni prelevati. Dai dati disponibili in letteratura, confermati da prove preliminari effettuate in laboratorio, il Tl(III) inorganico risulta praticamente insolubile in acqua potabile nell’intervallo di pH indicato dal D.lgs. 31/2001 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano: da ciò si evince che Tl(I) è la specie solubile veicolata dall’acqua captata in passato dalla sorgente Molini di Sant’Anna.

La formazione della specie Tl(III), che si è accumulata sulla superficie delle tubazioni, è riconducibile all’impiego di un ossidante forte, quale, plausibilmente, il biossido di cloro, il cui utilizzo come disinfettante presso il serbatoio Parigi risale al 1996. Analisi eseguite in campo su tubazioni non in esercizio (dicembre 2016), in sede di sperimentazione della tecnica di pulizia nota con il nome di “Ice pigging”, hanno consentito mediante la tecnica di voltammetria di stripping anodico di determinare in-situ in tempo reale, con elevata affidabilità e sensibilità, le specie di tallio presenti nelle acque, anche per effetto della rimozione per abrasione meccanica forzata del contaminante dalla superficie interna ai materiali. In tali condizioni, eseguite per simulare il peggior scenario potenzialmente verificabile all’interno delle reti di distribuzione in esercizio, l’analisi di speciazione della frazione solubile eseguita in campo ha riscontrato solo Tl(I): questo infatti corrisponde alla specie cedibile della condotta in condizioni normali, che, secondo quanto atteso, è andato riducendosi progressivamente nel tempo nelle acque in distribuzione, come attestano le evidenze del monitoraggio analitico continuativo e capillare nella rete. I dati sono stati confermati da studi sperimentali di ISS sulle condizioni operative che promuovono la conversione di Tl(III) inorganico a Tl(I) inorganico:, tali prove confermano che la riduzione avviene in presenza di un agente fortemente riducente, con il riscaldamento dei depositi di Tl2O3 a temperature prossime o superiori a 100°C e/o a pH fortemente acido; queste condizioni non si possono verificare in rete o negli impianti di acquedotto, evidenziando ancora che il potenziale rischio sanitario è legato alla specie Tl(I)”. “Rispetto ai risultati delle analisi sui tasselli nelle reti – ha proseguito nella lettura - è stato ad oggi evidenziato che la maggiore contaminazione è stata riscontrata nelle condotte nel raggio di 0,5 km dal serbatoio di Monteregoli. Un approfondimento degli studi ha anche riguardato gli effetti dei lavaggi sulla presenza di tallio solubile adeso alle tubazioni per confermare i dati di drastica riduzione registrati nelle acque in distribuzione in aree diverse di Pietrasanta, prima e dopo le procedure di lavaggio. Sulla base delle determinazioni delle quote di tallio riscontrate all’interno dei tasselli di tubazioni sottoposte a lavaggio, prelevati prima e dopo l’intervento, è risultato che il rendimento dei trattamenti con acqua e gas (aria e/o CO2), per quanto concerne la rimozione della frazione solubile di tallio, è compreso nell’intervallo 91-98%. Nel corso dei lavori del PSA, ad integrazione dei dati di monitoraggio sulle acque, i risultati degli studi sulle tubazioni hanno orientato costantemente l’implementazione delle misure di controllo; attualmente le tratte di rete maggiormente compromesse sono state sostituite o sottoposte a lavaggio”.