Ospitato al piano primo di Palazzo Panichi è interamente dedicato al Padre Scolopio Eugenio Barsanti, (Pietrasanta 1821 – Seraing 1864), inventore, con Felice Matteucci (Lucca 1808 - Capannori 1887), del motore a scoppio.

Esposizione: modelli dei primi prototipi di motore a scoppio, cimeli, ricostruzioni storiche, documenti ed effetti personali

Padre Eugenio Barsanti

Il geniale inventore nacque a Pietrasanta il 12 ottobre 1821, quinto di otto figli, da Giovanni e Angela Francesconi. La famiglia abitava in Via Mazzini, dove vi è stata posta una lapide commemorativa, e apparteneva alla media borghesia mercantile della città.

Fu battezzato con il nome di Nicolao, poi cambiato in Eugenio dopo l’ingresso a 17 anni nell’ordine calasanziano. Gli studi giovanili, iniziati all’età di 6 anni, trascorsero presso l’Istituto che gli Scolopi avevano a Pietrasanta nell’antico convento di Sant’Agostino. Fu durante questo periodo che scoprì la sua vocazione religiosa. Lasciò, quindi, la sua città natale e il 17 luglio 1838 si trasferì a Firenze. Tutto il suo percorso di uomo e scienziato si svolse oltre le mura della città di Pietrasanta (Firenze, Volterra, ecc.), ma i contatti con la famiglia di origine furono comunque frequenti e affettuosi, come testimonia l’ultimo viaggio fatto a Pietrasanta per riabbracciare la vecchia madre prima di partire per il Belgio, dove morì il 19 aprile 1864.

L’invenzione

L’intuizione embrionale di una macchina che, utilizzando l’esplosione di una miscela gassosa innescata da una scintilla elettrica, potesse produrre una propulsione continua in modo più pratico rispetto alla macchina a vapore, colse Eugenio Barsanti a Volterra nel 1843 mentre effettuava con i suoi allievi del Collegio di S.Michele degli esperimenti sulla pistola di Volta. Durante gli anni trascorsi a Volterra eseguì sperimentazioni continue; si narra che la frequenza delle esplosioni fece diffondere la voce che si stesse lavorando alla creazione di armi segrete. In seguito si trasferì ad insegnare Fisica e Idraulica all’Osservatorio Ximeniano di Firenze. In tale istituto ebbe la possibilità di sviluppare la sua idea e soprattutto ebbe modo di incontrare, nel 1851, l’ingegnere Felice Matteucci, con il quale collaborò alla realizzazione del motore a scoppio.

I due depositarono l’invenzione il 5 giugno 1853 presso l’Accademia dei Georgofili di Firenze e negli anni successivi la brevettarono in Inghilterra, Francia, Belgio, Prussia

e in Piemonte.

Il premio

Nel 2006 è stato istituito il Premio Internazionale “Barsanti e Matteucci” allo scopo di promuovere la conoscenza dell’invenzione e il progresso tecnologico. Il Premio si svolge in collaborazione con il Rotary Club Viareggio Versilia e ogni anno assegna un riconoscimento a quanti portano avanti l’opera di ricerca e perfezionamento dei mezzi a motore.

Palazzo Panichi (o Carli)

Edificato nel secolo XV da Tommaso Panichi, passò successivamente in proprietà della famiglia Carli. Ha subito nel tempo profonde trasformazioni architettoniche.

Questo palazzo ben testimonia nel suo restauro la tecnica costruttiva perfezionata a Lucca nel XIV secolo della graduale sostituzione del mattone con la pietra, elemento portante nel loggiato.

L'emblema della famiglia Panichi, presente sull'edificio, è caratterizzato da due ramoscelli di panico incrociati.

Ingresso libero

Informazioni e orari