Politiche sociali: più borse lavoro nel 2017, il Comune in aiuto dei nuovi poveri

Servizi sociali, ult. agg. 02.12.16 -
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Nel 2016 spesi 115mila euro per 20 progetti di reinserimento. Nel 2017 saranno 25 le borse lavoro.

Offrire l’opportunità di ricominciare, la possibilità di riconquistare fiducia e autostima rendendo un servizio utile alla comunità. Il Comune di Pietrasanta investe sulle seconde chance ed è pronto, nel 2017, ad aumentare le borse lavoro, che passeranno da 20 a 25. Una decisione già presa, una scelta in linea con le politiche di reinserimento sociale messe in campo dall’amministrazione comunale guidata da Massimo Mallegni, per dare un aiuto concreto ai nuclei familiari in condizioni di disagio.

E’ stato messo in preventivo un “ritocco” allo stanziamento per il prossimo anno, che sarà incrementato rispetto agli attuali 115mila euro. In ogni caso, nel 2016 era già stato confermato il +8,3% di risorse, che la giunta ha destinato alla voce di bilancio dall’inizio del mandato.

“Le nostre politiche d’inclusione – spiega l’assessore al Sociale, Lora Santini – stanno dando buoni risultati e vogliamo continuare a operare in questa direzione. La scelta di aumentare le borse lavoro è strategica per dare un’occasione di ripartenza a padri o madri di famiglia in difficoltà e ai loro figli, che in questo modo possono contare su una maggiore stabilità economica. Stiamo aiutando persone uscite dal tunnel della droga e del carcere, ma anche papà e mamme rimasti senza lavoro, che hanno bisogno un input per rimettersi in gioco”.

Il percorso di reinserimento può avere successo: qualche mese fa, uno dei 20 destinatari della borsa lavoro è stato assunto da una cooperativa che collabora con Ersu. Merito anche della scrupolosa attività dei servizi sociali, che sviluppano i progetti d’inclusione vagliando attentamente le situazioni delle famiglie svantaggiate.

“Purtroppo – spiega l’assessore Lora Santini – i casi problematici sono molti e le scelte non sono mai facili. Quest’anno abbiamo dovuto rinnovare in parte i beneficiari delle borse lavoro perché la seconda chance non si può dare sempre alle stesse persone. Se abbiamo deciso di aumentare i destinatari del contributo, è anche per estendere la rete di aiuto e solidarietà”.