DECRETO LEGISLATIVO 4 settembre 2002, n.198

Disposizioni    volte    ad   accelerare   la   realizzazione   delle
infrastrutture    di    telecomunicazioni    strategiche    per    la
modernizzazione  e  lo  sviluppo  del Paese, a norma dell'articolo 1,
comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443.
(GU n. 215 del 13-9-2002)

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Visto l'articolo 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443;
  Vista la deliberazione CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001, pubblicata
nel  supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo
2002,  ed  in  particolare  la sintesi del piano degli interventi nel
comparto delle telecomunicazioni;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 9 maggio 2002;
  Acquisito  il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
  Acquisito il parere delle competenti commissioni parlamentari;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 2 agosto 2002;
  Sulla proposta del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il
Ministro  della  salute, con il Ministro dell'ambiente e della tutela
del territorio, con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il
Ministro per gli affari regionali e con il Ministro per l'innovazione
e le tecnologie;

                              E m a n a

                  il seguente decreto legislativo:

                               Art. 1.
                              Obiettivi

  1.  Il  presente decreto legislativo detta principi fondamentali in
materia di installazione e modifica delle categorie di infrastrutture
di  telecomunicazioni, considerate strategiche ai sensi dell'articolo
1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, al fine di:
    a) agevolare    la    liberalizzazione    del    settore    delle
telecomunicazioni,  consentendo  a  tutti gli operatori di installare
proprie   infrastrutture   celermente,   creando   cosi'  un  mercato
effettivamente concorrenziale;
    b) consentire   la   realizzazione  di  infrastrutture  di  nuova
generazione  e  l'adeguamento di quelle esistenti idonee a soddisfare
le esigenze connesse con lo sviluppo tecnologico;
    c) razionalizzare le procedure autorizzatorie per l'installazione
di  impianti  di  telecomunicazioni sul territorio nazionale, secondo
principi di efficienza, pubblicita', concentrazione e speditezza;
    d) assicurare   che  la  realizzazione  delle  infrastrutture  di
telecomunicazioni  sia  coerente  con la tutela dell'ambiente e della
salute  per  quanto  attiene  ai  limiti di esposizione, ai valori di
attenzione   ed   agli  obiettivi  di  qualita',  relativamente  alle
emissioni  elettromagnetiche  di  cui alla legge 22 febbraio 2001, n.
36, e relativi provvedimenti di attuazione;
    e) dare  certezza  ai  termini  per  la  conclusione dei relativi
procedimenti  amministrativi,  conformemente  ad  un quadro normativo
omogeneo  a  livello  nazionale  anche  per quanto attiene ai livelli
delle emissioni elettromagnetiche degli impianti radioelettrici;
    f) favorire   il   raggiungimento  degli  obiettivi  di  qualita'
relativamente  alle predette emissioni elettromagnetiche nelle aree a
tal  fine  determinate a livello locale nel rispetto delle competenze
regionali di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36;
    g) assicurare   condizioni   che  consentano  agli  operatori  di
offrire, in regime di libero mercato, servizi innovativi ai cittadini
ed  agli  utenti, incentivando cosi' il perseguimento degli obiettivi
di qualita' da parte degli operatori del settore;
    h) assicurare  l'osservanza  dei  principi  di  concorrenza e non
discriminazione con riferimento alle attivita' di installazione delle
infrastrutture  di telecomunicazioni ed all'espletamento del relativo
servizio al pubblico;
    i) favorire  una  adeguata  diffusione  delle  infrastrutture  di
telecomunicazione sull'intero territorio nazionale;
    j)   facilitare   la   realizzazione  delle  reti  radio  per  le
comunicazioni  relative  alle  emergenze sanitarie ed alla protezione
civile di cui, rispettivamente, al decreto del Ministro della sanita'
in  data  6  ottobre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 257
del  3  novembre 1998, ed al decreto del Ministro delle comunicazioni
in  data 22 dicembre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302
del 29 dicembre 1998.

     

                               Art. 2.
                             Definizioni

  1.   La   terminologia  tecnica  utilizzata  nel  presente  decreto
legislativo  deve  intendersi  nel significato suo proprio desumibile
dalla  normativa  di  riferimento ed, in particolare, dal decreto del
Presidente  della  Repubblica  29 marzo 1973, n. 156, dal decreto del
Presidente   della  Repubblica  19  settembre  1997,  n.  318,  dalla
direttiva  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri 3 marzo 1999,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 58 dell'11 marzo 1999, nonche'
dalla legge 22 febbraio 2001, n. 36, e successive modificazioni.

     

                               Art. 3.
                 Infrastrutture di telecomunicazioni

  1. Le categorie di infrastrutture di telecomunicazioni, considerate
strategiche  ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  1,  della  legge 21
dicembre   2001,   n.   443,   sono  opere  di  interesse  nazionale,
realizzabili  esclusivamente  sulla base delle procedure definite dal
presente   decreto,   anche   in  deroga  alle  disposizioni  di  cui
all'articolo 8, comma 1, lettera c), della legge 22 febbraio 2001, n.
36.
  2.  Le  infrastrutture  di  cui all'articolo 4, ad esclusione delle
torri  e  dei  tralicci  relativi  alle  reti di televisione digitale
terrestre,  sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica e
sono  realizzabili  in  ogni  parte del territorio comunale, anche in
deroga  agli  strumenti  urbanistici  e ad ogni altra disposizione di
legge o di regolamento.
  3.  Le infrastrutture di cui agli articoli 7, 8 e 9 sono assimilate
ad  ogni  effetto  alle  opere  di  urbanizzazione  primaria  di  cui
all'articolo 16, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica
6  giugno  2001,  n.  380,  pur restando di proprieta' dei rispettivi
operatori, e ad esse si applica la normativa vigente in materia.

     

                               Art. 4.
   Infrastrutture di telecomunicazioni per impianti radioelettrici

  1.  L'installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e
la  modifica  delle caratteristiche di emissione di questi ultimi ed,
in  specie,  l'installazione  di  torri,  di  tralicci,  di  impianti
radio-trasmittenti, di ripetitori di servizi di telecomunicazione, di
stazioni  radio  base  per reti di telecomunicazioni mobili GSM/UMTS,
per  reti  di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla
televisione  digitale  terrestre,  per reti a radiofrequenza dedicate
alle  emergenze sanitarie ed alla protezione civile, nonche' per reti
radio a larga banda puntomultipunto nelle bande di frequenza all'uopo
assegnate,  viene autorizzata dagli enti locali, previo accertamento,
da  parte  delle  ARPA  ovvero dall'organismo indicato dalla regione,
della  compatibilita'  del  progetto  con  i limiti di esposizione, i
valori   di   attenzione  e  gli  obiettivi  di  qualita',  stabiliti
uniformemente  a  livello  nazionale  in  relazione al disposto della
legge   22   febbraio  2001,  n.  36,  e  relativi  provvedimenti  di
attuazione.
  2.  Restano  ferme  le  disposizioni a tutela dei beni ambientali e
culturali  contenute  nel  decreto  legislativo 29 settembre 1999, n.
490,  nonche' le disposizioni a tutela delle servitu' militari di cui
alla legge 24 dicembre 1976, n. 898.

     

                               Art. 5.
Procedimenti    autorizzatori   relativi   alle   infrastrutture   di
            telecomunicazioni per impianti radioelettrici

  1. L'istanza di autorizzazione alla installazione di infrastrutture
di  cui  all'articolo  4 e' presentata all'ente locale dai soggetti a
tale  fine  abilitati.  Al momento della presentazione della domanda,
l'ufficio  abilitato  a  riceverla  indica al richiedente il nome del
responsabile del procedimento.
  2. L'istanza, conforme al modello di cui all'allegato A, realizzato
al  fine  della  sua acquisizione su supporti informatici e destinato
alla    formazione    del    catasto    nazionale    delle   sorgenti
elettromagnetiche di origine industriale, deve essere corredata della
documentazione   atta   a   comprovare  il  rispetto  dei  limiti  di
esposizione,  dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualita',
relativi  alle  emissioni  elettromagnetiche,  di  cui  alla legge 22
febbraio  2001,  n.  36,  e  relativi  provvedimenti  di  attuazione,
attraverso   l'utilizzo   di   modelli   predittivi   conformi   alle
prescrizioni  della CEI, non appena emanate. In caso di pluralita' di
domande,  viene data precedenza a quelle presentate congiuntamente da
piu' operatori. Nel caso di installazione di impianti, con tecnologia
UMTS o altre, con potenza in singola antenna uguale o inferiore ai 20
Watt,  fermo  restando  il  rispetto  dei  limiti di esposizione, dei
valori di attenzione e degli obiettivi di qualita' sopra indicati, e'
sufficiente  la  denuncia  di  inizio  attivita', conforme ai modelli
predisposti  dagli  enti locali e, ove non predisposti, al modello di
cui all'allegato B.
  3.   Copia  dell'istanza  ovvero  della  denuncia  viene  inoltrata
contestualmente  all'ARPA,  che si pronuncia entro venti giorni dalla
comunicazione.    Lo   sportello   locale   competente   provvede   a
pubblicizzare  l'istanza,  pur senza diffondere i dati caratteristici
dell'impianto.
  4.  Il  responsabile del procedimento puo' richiedere, per una sola
volta, entro quindici giorni dalla data di ricezione dell'istanza, il
rilascio  di  dichiarazioni  e  l'integrazione  della  documentazione
prodotta.   Il  termine  di  cui  all'articolo  6,  comma  1,  inizia
nuovamente   a   decorrere  dal  momento  dell'avvenuta  integrazione
documentale.
  5. Nel caso una amministrazione interessata abbia espresso motivato
dissenso,  il  responsabile  del  procedimento  convoca, entro trenta
giorni  dalla  data  di  ricezione  della  domanda, una conferenza di
servizi,   alla   quale   prendono   parte   i  rappresentanti  delle
Amministrazioni  degli  enti locali interessati, nonche' dei soggetti
preposti  ai controlli di cui all'articolo 14 della legge 22 febbraio
2001, n. 36, ed un rappresentante dell'Amministrazione dissenziente.
  6.  La  conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni
dalla  prima convocazione. L'approvazione, adottata a maggioranza dei
presenti,  sostituisce  ad  ogni effetto gli atti di competenza delle
singole   amministrazioni  e  vale  altresi'  come  dichiarazione  di
pubblica  utilita',  indifferibilita'  ed  urgenza  dei lavori. Della
convocazione  e  dell'esito  della  conferenza  viene tempestivamente
informato il Ministero delle comunicazioni.
  7. Qualora il motivato dissenso, a fronte di una decisione positiva
assunta    dalla    conferenza    di   servizi,   sia   espresso   da
un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, alla tutela della
salute  o  alla tutela del patrimonio storico-artistico, la decisione
e'  rimessa  al  Consiglio  dei  Ministri  e trovano applicazione, in
quanto  compatibili  con  il presente decreto, le disposizioni di cui
agli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.

     

                               Art. 6.
                         Esiti e conseguenze

  1.  Le  istanze  di autorizzazione e le denunce di attivita' di cui
all'articolo   5,   nonche'   quelle  relative  alla  modifica  delle
caratteristiche  di  emissione  degli  impianti  gia'  esistenti,  si
intendono  accolte  qualora, entro novanta giorni dalla presentazione
del  progetto  e  della  relativa  domanda,  fatta  eccezione  per il
dissenso  di cui all'articolo 5, comma 7, non sia stato comunicato un
provvedimento  di  diniego. Gli enti locali possono prevedere termini
piu'  brevi  per  la  conclusione  dei  relativi  procedimenti ovvero
ulteriori forme di semplificazione amministrativa, nel rispetto delle
disposizioni stabilite dal presente comma.
  2.  Le  opere  debbono  essere realizzate, a pena di decadenza, nel
termine  perentorio  di dodici mesi dalla ricezione del provvedimento
autorizzatorio     espresso,     ovvero    dalla    formazione    del
silenzio-assenso.

     

                               Art. 7.
         Opere civili, scavi e occupazione di suolo pubblico

  1.  Qualora  l'installazione di infrastrutture di telecomunicazioni
presupponga   la   realizzazione   di   opere   civili  o,  comunque,
l'effettuazione  di  scavi  e  l'occupazione  di  suolo  pubblico,  i
soggetti  interessati  sono  tenuti  a  presentare  apposita  istanza
conforme  ai  modelli  predisposti  dagli  enti  locali  e,  ove  non
predisposti, al modello di cui all'allegato C, all'ente locale ovvero
alla figura soggettiva pubblica proprietaria delle aree.
  2.  Il  responsabile del procedimento puo' richiedere, per una sola
volta,  entro  dieci  giorni dalla data di ricezione dell'istanza, il
rilascio  di  dichiarazioni  e  la  rettifica  e/o integrazione della
documentazione  prodotta.  Il  termine  di  cui  al  comma  7  inizia
nuovamente   a   decorrere  dal  momento  dell'avvenuta  integrazione
documentale.
  3.  Entro  il  termine  di  trenta  giorni  dalla data di ricezione
dell'istanza,  il  responsabile  del procedimento puo' convocare, con
provvedimento   motivato,  una  conferenza  di  servizi,  alla  quale
prendono   parte   le   figure  soggettive  direttamente  interessate
dall'installazione.
  4.  La  conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni
dalla  prima convocazione. L'approvazione, adottata a maggioranza dei
presenti,  sostituisce  ad  ogni effetto gli atti di competenza delle
singole   amministrazioni  e  vale  altresi'  come  dichiarazione  di
pubblica utilita', indifferibilita' ed urgenza dei lavori.
  5. Qualora il motivato dissenso, a fronte di una decisione positiva
assunta    dalla    conferenza    di   servizi,   sia   espresso   da
un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, alla tutela della
salute  o  alla tutela del patrimonio storico-artistico, la decisione
e'  rimessa  al  Consiglio  dei  Ministri  e trovano applicazione, in
quanto  compatibili  con  il presente decreto, le disposizioni di cui
all'articolo 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.
  6.  Il  rilascio dell'autorizzazione comporta l'autorizzazione alla
effettuazione   degli   scavi   indicati  nel  progetto,  nonche'  la
concessione    del   suolo   e/o   sottosuolo   pubblico   necessario
all'installazione  delle  infrastrutture.  Il  comune  puo' mettere a
disposizione,   direttamente   o  per  il  tramite  di  una  societa'
controllata,  infrastrutture  a  condizioni  eque,  trasparenti e non
discriminatorie.
  7. Trascorso il termine di novanta giorni dalla presentazione della
domanda,  senza  che l'amministrazione abbia concluso il procedimento
con  un  provvedimento  espresso  ovvero  abbia  indetto  un'apposita
conferenza  di  servizi, la medesima si intende in ogni caso accolta.
Nel  caso  di attraversamenti di strade e comunque di lavori di scavo
di  lunghezza  inferiore  ai  duecento metri, il termine e' ridotto a
trenta giorni.

     

                               Art. 8.
Condivisione    dello    scavo    e   coubicazione   dei   cavi   per
                          telecomunicazioni

  1.     Qualora     l'installazione    delle    infrastrutture    di
telecomunicazioni  comporti  l'effettuazione  di scavi all'interno di
centri abitati, gli operatori di telecomunicazione interessati devono
provvedere  alla comunicazione del progetto in formato elettronico al
Ministero   delle  comunicazioni,  o  ad  altro  ente  delegato,  per
consentire  il  suo  inserimento  in  un apposto archivio telematico,
affinche'  sia  agevolata  la  condivisione  dello  scavo  con  altri
operatori  e  la  coubicazione dei cavi di telecomunicazioni conformi
alle  norme  tecniche  UNI  e  CEI. L'avvenuta comunicazione in forma
elettronica  del  progetto costituisce un presupposto per il rilascio
delle autorizzazioni di cui all'articolo 7.
  2.  Entro il termine perentorio di trenta giorni, a decorrere dalla
data di presentazione e pubblicizzazione del progetto di cui al comma
1,  gli  operatori di telecomunicazione interessati alla condivisione
dello  scavo  e/o  alla  coubicazione dei cavi per telecomunicazioni,
possono concordare, con l'operatore che ha gia' presentato la propria
istanza, l'elaborazione di un piano comune degli scavi e delle opere.
In  assenza  di accordo tra gli operatori, l'ente pubblico competente
rilascia  i  provvedimenti abilitativi richiesti, in base al criterio
della priorita' delle domande.
  3. Nei casi di cui al presente articolo si adottano le disposizioni
e le procedure stabilite all'articolo 7.

     

                               Art. 9.
                            Reti dorsali

  1.     Qualora     l'installazione    delle    infrastrutture    di
telecomunicazioni interessi aree di proprieta' di piu' enti, pubblici
o  privati,  l'istanza  di autorizzazione, conforme al modello di cui
all'allegato D, viene presentata a tutti i soggetti interessati. Essa
puo'  essere valutata in una conferenza di servizi per ciascun ambito
regionale convocata dal comune di maggiore dimensione demografica. La
conferenza  puo'  essere  convocata  anche su iniziativa del soggetto
interessato.
  2.  La  conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni
dalla  prima convocazione. L'approvazione, adottata a maggioranza dei
presenti,  sostituisce  ad  ogni effetto gli atti di competenza delle
singole   amministrazioni  e  vale  altresi'  come  dichiarazione  di
pubblica  utilita',  indifferibilita' ed urgenza dei lavori, anche ai
sensi  degli  articoli 12 e seguenti del decreto del Presidente della
Repubblica  8  giugno  2001,  n. 327. Della convocazione e dell'esito
della  conferenza  viene tempestivamente informato il Ministero delle
comunicazioni.
  3.  Qualora il motivato dissenso sia espresso da un'amministrazione
preposta  alla  tutela  ambientale,  alla  tutela della salute o alla
tutela  del  patrimonio storico-artistico, la decisione e' rimessa al
Consiglio  dei Ministri e trovano applicazione, in quanto compatibili
con  il  presente  decreto,  le disposizioni di cui all'articolo 14 e
seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.
  4.  Salve le disposizioni di cui al successivo articolo 10, nessuna
altra  indennita'  e' dovuta ai soggetti esercenti pubblici servizi o
proprietari,  ovvero  concessionari di aree pubbliche, in conseguenza
di  scavi ed occupazioni del suolo, pubblico o privato, effettuate al
fine di installare le infrastrutture di telecomunicazioni.
  5.  Le  figure giuridiche soggettive alle quali e' affidata la cura
di  interessi pubblici devono rendere noto, con cadenza semestrale, i
programmi   relativi   a   lavori   di   manutenzione  ordinaria  e/o
straordinaria,  al  fine  di  consentire  ai  titolari  delle licenze
individuali  una  corretta  pianificazione delle rispettive attivita'
strumentali  ed,  in  specie,  delle attivita' di installazione delle
infrastrutture  di  telecomunicazioni.  I  programmi  dei  lavori  di
manutenzione  dovranno  essere  notificati  in formato elettronico al
Ministero   delle   comunicazioni,  ovvero  ad  altro  ente  all'uopo
delegato, con le stesse modalita' di cui all'articolo 8, comma 1, per
consentirne   l'inserimento   in   un  apposito  archivio  telematico
consultabile dai titolari delle licenze individuali.
  6.  Le  figure  soggettive esercenti pubblici servizi o titolari di
pubbliche funzioni hanno l'obbligo, sulla base di accordi commerciali
a condizioni eque e non discriminatorie, di consentire l'accesso alle
proprie infrastrutture civili disponibili, a condizione che non venga
turbato l'esercizio delle rispettive attivita' istituzionali.

     

                              Art. 10.
Oneri  connessi alle attivita' di installazione, scavo ed occupazione
                          di suolo pubblico

  1.  Gli  operatori  di  telecomunicazioni hanno l'obbligo di tenere
indenne  l'ente  locale,  ovvero  l'ente  proprietario,  dalle  spese
necessarie   per  le  opere  di  sistemazione  delle  aree  pubbliche
specificamente   coinvolte   dagli   interventi  di  installazione  e
manutenzione  e  di ripristinare a regola d'arte le aree medesime nei
tempi  stabilitidall'ente  locale.  Nessun  altro onere finanziario o
reale  puo'  essere  imposto,  in  base  all'articolo  4  della legge
31 luglio 1997, n. 249, in conseguenza dell'esecuzione delle opere di
cui  al  presente decreto, fatta salva l'applicazione della tassa per
l'occupazione  di  spazi  ed  aree  pubbliche  di  cui al capo II del
decreto  legislativo  15 novembre 1993, n. 507, oppure del canone per
l'occupazione  di  spazi ed aree pubbliche di cui all'articolo 63 del
decreto   legislativo   15   dicembre  1997,  n.  446,  e  successive
modificazioni  ed integrazioni, calcolato secondo quanto previsto dal
comma  2,  lettera e),  del  medesimo articolo, ovvero dell'eventuale
contributo  una tantum per spese di costruzione delle gallerie di cui
all'articolo  47,  comma  4,  del  predetto  decreto  legislativo  15
novembre 1993, n. 507.

     

                              Art. 11.
             Limitazioni legali alla proprieta' privata

  1.  Al  fine  di accelerare l'installazione delle infrastrutture di
telecomunicazioni,   all'articolo   232   del   testo   unico   delle
disposizioni  legislative  in  materia  postale,  di  bancoposta e di
telecomunicazioni,   approvato   con  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  29  marzo 1973, n. 156, e' aggiunto, in fine, il seguente
comma:
  "L'operatore  di  telecomunicazioni  incaricato  del  servizio puo'
agire  direttamente in giudizio per far cessare eventuali impedimenti
e    turbative    al    passaggio   ed   alla   installazione   delle
infrastrutture.".

     

                              Art. 12.
                         Disposizioni finali

  1.  I  diversi  titoli  gia'  rilasciati  per l'installazione delle
infrastrutture  di  cui  al  presente  decreto  si  intendono ad ogni
effetto  considerati  quali  autorizzazioni  rilasciate  ai sensi del
presente decreto.
  2.  Le  istanze  presentate  alla  data  di  entrata  in vigore del
presente  decreto  in tutto il territorio nazionale in relazione agli
impianti  di  cui  all'articolo  5, comma 2, ultimo periodo, conformi
alle  prescrizioni  ivi  indicate,  valgono  come  denuncia di inizio
attivita'.
  3.  I  gestori  delle  reti  radiomobili  di comunicazione pubblica
provvedono   ad  inviare  ai  comuni  ed  ai  competenti  ispettorati
territoriali  del  Ministero  delle  comunicazioni  la descrizione di
ciascun impianto installato prima della data di entrata in vigore del
presente  decreto  legislativo, sulla base dei modelli A e B allegati
al  presente  decreto,  al  fine  di  realizzare  il  catasto di tali
infrastrutture.  Inviano  altresi' i modelli relativi alle successive
installazioni.  I soggetti interessati alla realizzazione delle opere
di  cui  agli  articoli  7,  8  e  9  trasmettono  al Ministero delle
comunicazioni   copie   dei   modelli  C  e  D.  Il  Ministero  delle
comunicazioni  puo'  delegare  ad  altro ente la tenuta degli archivi
telematici di tutte le comunicazioni trasmessegli.
  4. E' abrogato l'articolo 2-bis della legge 1 luglio 1997, n. 189.

     

                              Art. 13.
                       Legislazione regionale

  1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e
di  Bolzano  provvedono  alle  finalita'  di cui al presente decreto,
nell'ambito   delle   competenze  ad  esse  spettanti  ai  sensi  dei
rispettivi  statuti  e  delle  relative  norme di attuazione, secondo
quanto disposto dai singoli ordinamenti.

     

                              Art. 14.
                          Entrata in vigore

  1.  Il  presente  decreto  legislativo  entra  in  vigore il giorno
successivo  a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

    Dato a Roma, addi' 4 settembre 2002

                               CIAMPI

                              Berlusconi,  Presidente  del  Consiglio
                              dei Ministri
                              Gasparri, Ministro delle comunicazioni
                              Sirchia, Ministro della salute
                              Matteoli,   Ministro   dell'ambiente  e
                              della tutela del territorio
                              Tremonti,   Ministro   dell'economia  e
                              delle finanze
                              La  Loggia,  Ministro  per  gli  affari
                              regionali
                              Stanca, Ministro per l'innovazione e le
                              tecnologie
Visto, il Guardasigilli: Castelli

     

                                                           Allegato A
                                      (previsto dall'art. 5, comma 1)

                      ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE


    Il sottoscritto .................................................
nato a................................... il ........................
residente a .................. via ......................... n. .....
nella sua qualitą di ................... della Societą ..............
con sede in ....................... via ................... n. ......

                               Chiede
il  rilascio  dell'autorizzazione alla installazione dell'impianto di
seguito   descritto   dichiarandone   la  conformita'  ai  limiti  di
esposizione  ed ai valori di attenzione di cui alla legge 22 febbraio
2001, n. 36.
         Descrizione dell'impianto e delle aree circostanti.
    Posizionamento degli apparati.
    Si   descriva   sinteticamente   ma   in   modo   esauriente   il
posizionamento  degli  impianti,  la  loro  collocazione  e  la  loro
accessibilita' da parte del personale incaricato. La posizione dovra'
essere  corredata  di  coordinate  geografiche con approssimazione al
secondo di grado o a sue frazioni, nonche' dell'indirizzo completo di
numero civico se assegnato, e di ogni eventuale altra indicazione per
l'individuazione del sito.
                Descrizione del terreno circostante.
    Si  descrivano  sinteticamente  ma  in modo esauriente i dintorni
dell'apparato, evidenziando:
      edifici posti in vicinanza del sito;
      conformazione e morfologia del terreno circostante;
      eventuale presenza di altre stazioni emittenti collocate con la
stazione da installare.
    (Si  vedano  in  calce gli allegati richiesti per una descrizione
piu' dettagliata).
           Caratteristiche radioelettriche dell'impianto.
    Si  enumerino in modo dettagliato, completo e privo di ambiguita'
tutte le caratteristiche radioelettriche dell'impianto trasmittente.
    (Si  vedano  in  calce gli allegati richiesti per una descrizione
piu' dettagliata).
                      Stime del campo generato.
    Presentare  i  risultati ottenuti con le modalita' di simulazione
numerica  specificate  nel  punto 2.1. Tali risultati dovranno essere
forniti, alternativamente, in una delle due forme seguenti:
      volume  di  rispetto,  ovvero  la  forma geometrica in grado di
riassumere in modo grafico la conformita' ai limiti di esposizione ed
ai  valori  di  attenzione di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36.
Allo  scopo  si  raccomanda di utilizzare la definizione di volume di
rispetto,  o  in  alternativa  quella  di isosuperficie 3D, contenute
nella  "Guida  alla  realizzazione  di  una  Stazione  Radio Base per
rispettare  i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici in alta
frequenza" [Guida CEI 211-10].
    Nel   caso  in  cui  volumi  di  rispetto  evidenzino  punti  con
intersezioni  critiche  (rispetto  alle  soglie  usate) per posizioni
accessibili  alla  popolazione  con tempi di permanenza superiore a 4
ore  dovranno  essere  fornite le curve isocampo rispetto ai punti di
criticita' per le stesse soglie.
    Stima  puntuale dei valori di campo nei punti dove si prevede una
maggiore  esposizione  della  popolazione  (max.  10 punti/sito). Per
questi ultimi occorre:
      evidenziare  accuratamente  e  chiaramente  sulle planimetrie a
disposizione  le posizioni accessibili alla popolazione (specificando
se i tempi di permanenza siano maggiori o minori di 4 ore);
      effettuare una campagna di misure del campo elettromagnetico di
fondo  presente (e' possibile riferirsi alla "Norma CEI 211-7 - Guida
per  la  misura  e  per  la  valutazione  dei  campi elettromagnetici
nell'intervallo  di  frequenza  10  kHz  -  300 GHz", con riferimento
all'esposizione umana).
    La  scelta tra i due formati sopra descritti rimane a discrezione
dell'operatore, secondo quanto riportato nella Guida CEI gia' citata.
In  entrambi  i  casi  (volume  di  rispetto  o calcolo puntuale), le
valutazioni  sopra  indicate  dovranno comprendere la stima del fondo
ambientale, al fine di ottenere il campo elettrico complessivo.
                 Modalita' di simulazione numerica.
    Specificare  l'algoritmo di calcolo con il quale si sono eseguite
le  stime  di  campo;  dovra'  essere  specificata  l'implementazione
dell'algoritmo   utilizzato  o,  qualora  il  software  sia  di  tipo
commerciale,  il  nome  del  programma,  nonche'  la  versione  e  la
configurazione utilizzata.
    Indicare   la   conformita'   del   programma   di  calcolo  alle
prescrizioni CEI, non appena emanate.
                    Allega alla presente istanza
    Scheda  tecnica  dell'impianto,  con  indicati frequenza, marca e
modello di antenna installata, altezza del centro elettrico, guadagno
in  dBi,  direzione di massimo irraggiamento dell'antenna riferita al
nord geografico ed eventuale tilt (elettrico e/o meccanico).
    Diagrammi  angolari  di  irradiazione orizzontale e verticale del
sistema irradiante. In tali diagrammi deve essere riportata, per ogni
grado,  l'attenuazione  in  dB  del  campo (o deve essere indicato il
campo relativo E/E0).
    Indirizzo completo dei seguenti dati: comune, via e numero civico
o foglio mappale con coordinate UTM della dislocazione dell'impianto.
    Specificare  se  il nuovo impianto utilizzi un sistema di antenne
gia'  in esercizio per altre emittenti (n-plexing). In questo caso il
parere sanitario sara' soggetto alla valutazione complessiva di tutto
l'impianto.
    Planimetria  generale  ante  opera  e post operam del progetto di
impianto, su scala 1:500.
    Dichiarazione  della  potenza  fornita a connettore d'antenna del
sistema irradiante.
    In caso di piu' frequenze di emissione tali dati vanno rilasciati
per ogni frequenza.
           Mappe del territorio circostante all'impianto.
    Stralcio   del  PRG  con  scala  non  superiore  a  1:2.000  (con
indicazione  delle  abitazioni  presenti  o in costruzione al momento
della  domanda, specificando i numeri di piani fuori terra di ognuno,
nonche' dei luoghi di pubblico accesso);
    Mappe   catastali   con   scala  non  superiore  a  1:2.000,  con
indicazione   del   punto  di  installazione  e  riportante  la  zona
circostante con un raggio di almeno 300 metri intorno all'impianto;
    Stralcio   ubicativo  con  scala  non  superiore  a  1:2.000  con
indicazione delle curve di livello altimetriche;
    Tutte le suddette mappe dovranno contenere l'indicazione del Nord
geografico.
    Nel contempo, il sottoscritto,
consapevole  delle  conseguenze  penali  cui  incorre, ai sensi della
legge  27  gennaio  1968,  n.  15, chi presenta dichiarazioni mendaci
ovvero utilizza atti falsi,
                              Rilascia
la   seguente   dichiarazione  sostitutiva  di  atto  di  notorieta':
"l'impianto,  sulla  base  della  stima  del  campo  generato e della
simulazione   numerica   effettuata,   e'   conforme   ai  limiti  di
esposizione, ai valori di attenzione ed agli obiettivi di qualita' di
cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36".
    A  tal  fine,  il  sottoscritto  allega una copia fotostatica non
autenticata del proprio documento di identita'.
    Firma.

     

                                                           Allegato B
                                      (previsto dall'art. 5, comma 2)

                    DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA'
      (per impianti con potenza in antenna inferiore a 20 watt)
;


    Il sottoscritto .................................................
nato a................................... il ........................
residente a .................. via ......................... n. .....
nella sua qualitą di ................... della Societą ..............
con sede in ....................... via ................... n. ......

         Descrizione dell'impianto e delle aree circostanti.
    Posizionamento degli apparati.
    Si   descriva   sinteticamente   ma   in   modo   esauriente   il
posizionamento  degli  impianti,  la  loro  collocazione  e  la  loro
accessibilita' da parte del personale incaricato. La posizione dovra'
essere  corredata  di  coordinate  geografiche con approssimazione al
secondo di grado o a sue frazioni, nonche' dell'indirizzo completo di
numero civico se assegnato, e di ogni eventuale altra indicazione per
l'individuazione del sito.
    Caratteristiche radioelettriche dell'impianto.
    Si  enumerino in modo dettagliato, completo e privo di ambiguita'
tutte le caratteristiche radioelettriche dell'impianto trasmittente.
                    Allega alla presente istanza
    Scheda  tecnica  dell'impianto,  con  indicati frequenza, marca e
modello di antenna installata, altezza del centro elettrico, guadagno
in  dBi,  direzione di massimo irraggiamento dell'antenna riferita al
nord geografico ed eventuale tilt (elettrico e/o meccanico).
    Diagrammi  angolari  di  irradiazione orizzontale e verticale del
sistema  radiante.  In tali diagrammi deve essere riportata, per ogni
grado  da  0o  a  360o, l'attenuazione in dB del campo (o deve essere
indicato il campo relativo E/E0).
    Indirizzo completo dei seguenti dati: comune, via e numero civico
o foglio mappale con coordinate UTM della dislocazione dell'impianto.

     

                                                           Allegato C
                                      (previsto dall'art. 7, comma 1)

ISTANZA  DI  AUTORIZZAZIONE  PER OPERE CIVILI, SCAVI E OCCUPAZIONE DI
                    SUOLO PUBBLICO IN AREE URBANE
;


    Il sottoscritto .................................................
nato a................................... il ........................
residente a .................. via ......................... n. .....
nella sua qualitą di ................... della Societą ..............
con sede in ....................... via ................... n. ......

                               Chiede

il  rilascio  dell'autorizzazione alla installazione dell'impianto di
seguito descritto:
                     Descrizione dell'impianto.
    Si  descriva sinteticamente ma in modo esauriente il tracciato di
posa   dell'impianto   con  l'elenco  delle  strade  interessate,  in
particolare:
      dovranno    essere   indicate   le   caratteristiche   salienti
dell'impianto  con  riferimento  alle  sedi  di  posa,  ai  materiali
previsti   per   la  costruzione  e  alla  tecnica  di  installazione
utilizzata;
      dovranno  essere indicati i tempi previsti per la realizzazione
dell'impianto;
      dovranno  essere  evidenziate eventuali situazioni di interesse
comune  ad  altri enti/gestori sul medesimo tracciato note al momento
della presentazione della presente istanza;
      dovranno  essere evidenziate tratte di infrastruttura esistente
di proprieta/gestione dell'Ente a cui e' indirizzata la richiesta per
valutarne il possibile utilizzo.
                    Allega alla presente istanza
    Planimetria dettagliata in scala 1:1.000 contenente i riferimenti
stradali  necessari  all'individuazione  del  tracciato  di  posa con
evidenziati i seguenti elementi:
      tracciato  di  posa  indicante eventuali tratte di concomitanze
con altri enti/gestori;
      manufatti previsti lungo l'impianto con apposita simbologia;
      particolari "tipo" delle tubazioni utilizzate e dei manufatti;
      sezioni  trasversali in scala, complete delle quote relative al
posizionamento nel sottosuolo dei cavidotti;
      sezioni  relative agli attraversamenti stradali, complete delle
quote relative al posizionamento nel sottosuolo dei cavidotti;
      vie interessate, lunghezza dell'impianto e tecnica di posa;
                              Dichiara
di aver comunicato il progetto in formato elettronico.
    Data.
Firma.

     

                                                           Allegato D
                                      (previsto dall'art. 9, comma 1)

ISTANZA  DI  AUTORIZZAZIONE  PER OPERE CIVILI, SCAVI E OCCUPAZIONE DI
                 SUOLO PUBBLICO IN AREE EXTRAURBANE


    Il sottoscritto .................................................
nato a................................... il ........................
residente a .................. via ......................... n. .....
nella sua qualitą di ................... della Societą ..............
con sede in ....................... via ................... n. ......

                               Chiede
il  rilascio  dell'autorizzazione alla installazione dell'impianto di
seguito descritto:
                     Descrizione dell'impianto.
   Si  descriva  sinteticamente ma in modo esauriente il tracciato di
posa   dell'impianto   con  l'elenco  delle  strade  interessate,  in
particolare:
      dovranno    essere   indicate   le   caratteristiche   salienti
dell'impianto  con  riferimento  alle  sedi  di  posa,  ai  materiali
previsti   per   la  costruzione  e  alla  tecnica  di  installazione
utilizzata;
      dovranno  essere indicati i tempi previsti per la realizzazione
dell'impianto;
      dovranno  essere  evidenziate eventuali situazioni di interesse
comune  ad  altri enti/gestori sul medesimo tracciato note al momento
della presentazione della presente istanza;
      dovranno  essere evidenziate tratte di infrastruttura esistente
di proprieta/gestione dell'Ente a cui e' indirizzata la richiesta per
valutarne il possibile utilizzo.
                    Allega alla presente istanza
    Per impianti extraurbani:
      stralcio  planimetrico  in  scala  non superiore a 1:25.000 con
indicazione  del tracciato di posa dell'impianto e la lunghezza dello
stesso;
      planimetria dettagliata in scala 1:2.000 o 1:1.000 contenente i
riferimenti  stradali  necessari  all'individuazione del tracciato di
posa con evidenziati i seguenti elementi:
        tracciato  di posa indicante eventuali tratte di concomitanze
con altri enti/gestori;
        manufatti previsti lungo l'impianto;
        sezioni  trasversali  in scala, complete delle quote relative
al posizionamento nel sottosuolo dei cavidotti;
        strade interessate, lunghezza dell'impianto e tecnica di posa
          Data.