Beni Culturali: il Comune ripristina il Monumento ai Caduti, ricostruito l’arto “mancante”

Stampa, ult. agg. 22.04.17 -
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Un mistero iniziata 70 anni fa. Ieri l’epilogo.

La fiaccola del Monumento ai Caduti torna a brillare. Il Monumento di Piazza Statuto, inaugurato il 14 giugno del 1925 nel cuore della città, è tornato finalmente, dopo 70 anni, al suo primo splendore.

La “caccia al tesoro” dello scorso novembre dell’amministrazione comunale di Pietrasanta, in seguito alla testimonianza oculare di Redento Giannecchini, all’epoca poco più che un bambino, ha permesso di ricostruire, grazie al ritrovamento di alcuni frammenti e all’utilizzo di materiale archivistico, documenti e fotografie, l’arto che era stato mutilato durante la seconda guerra mondiale. L’arto è tornato al suo posto ed esattamente la dove lo aveva immaginato lo scultore Abele Jacopi.

“E’ un altro grande giorno per la nostra città – spiega Massimo Mallegni, Sindaco di Pietrasanta – perché recuperiamo un pezzo importante della nostra storia. Vedere quell’opera mutilata, senza un arto, era ogni volta un colpo al cuore. Siamo stati tenaci e alla fine il risultato è stato quello che ci eravamo prefissati. Ridiamo alla città un simbolo in tutta la sua bellezza anche grazie ai lavori di restauro finanziati dalla Cassa Risparmio di Lucca che voglio ringraziare nuovamente per averci aiutato a ridare dignità a quest’opera che celebra la fine della prima guerra mondiale”.

Il modello dell’arto è stato riprodotto dal restauratore Massimo Moretti, che ha seguito direttamente il riposizionamento, e realizzato in marmo Carrara da Massimo Galleni, artigiano di Pietrasanta che si è messo subito reso disponibile a partecipare al progetto di restauro e ripristino. A seguire i lavori sono intervenuti il Vice Sindaco, Daniele Mazzoni, e Stefano Lazzerini dello Studio Galleni. Per uniformare esteticamente l’arto al monumento è stata utilizzata anche una speciale patina oltre a tutti gli accorgimenti per salvarla dalle intemperie. Gli scavi avevano anche portato alla luce due colonne che sono state riutilizzate per ricostruire una panchina artistica in marmo che è stata collocata in Piazza Statuto, a pochi metri di distanza da dove sono stati rinvenuti vicino alla scalinata sulla via Capriglia. La panchina è stata realizzata e donata da Alvaro Pesetti che ha riprodotto il piano di panchine storiche esistenti di Porta a Lucca.

“Queste due colonne rappresentano un piccolo pezzo della storia di Pietrasanta – spiega Adamo Bernardi, Capo di Gabinetto del Sindaco che ha avuto l’idea di recuperare e valorizzare i reperti – e non potevamo permettere che finissero in qualche magazzino. Diamo una seconda possibilità ad un frammento della nostra tradizione che abbiamo scoperto, per caso, durante gli scavi. Questa panchina sarà anche il simbolo del desiderio e dell’attaccamento alla nostra tradizione. Un nuovo luogo d’arte per turisti e residenti”.

La storia del Monumento ai Caduti è molto curiosa. Mutilato in tempo di guerra probabilmente a causa di un’esplosione che lo aveva danneggiato, dell’arto della statua equestre centrale che stringe una fiaccola non si erano più avute notizie. Rubato, distrutto, nascosto? All’epoca Redento Giannecchini, il testimone, era un ragazzino di 11 anni che giocava, come i suoi coetanei, sul Prado, un tempo il giardino del centro storico, oggi convertito a parcheggio. Ed è esattamente lì, in Piazza Statuto, su una delle panchine che Redento si ritrova ogni giorno con i suoi amici per scambiare due chiacchere e passare il tempo. Il segreto dell’arto della scultura era custodito nei suoi ricordi a pochi passi da dove trascorre le sue giornate. Redento lo aveva raccontato, in più occasioni, ma nessuno gli aveva dato credito. La segnalazione aveva dato subito il via agli scavi sul lato Carrara di Piazza Statuto, a ridosso delle mura, dove era stato segnalato la presenza del rifugio. Gli scavi hanno portato al ritrovamento di un paio di parti in marmo riconducibili all’arto scomparso. Ora i pietrasantini, molti per la prima volta, potranno vedere il monumento così come era stato concepito.