5milioni sul sociale in tre anni

Stampa, ult. agg. 20.09.17 -
Vai a:   articolo principale       

10% in più di risorse ogni anno per aiutare 3mila cittadini.

 

5milioni di euro sul welfare municipale per dare risposte a quasi 3.000 residenti e famiglie che vivono in condizione di difficoltà o povertà. 300 mila euro in più per le sole annualità 2015 e 2016, con un balzo in avanti del 10% di risorse che hanno permesso di attivare numerosi progetti di sostegno alle fasce più deboli come le borse lavoro, il fondo anti-crisi, la solidarietà alimentare, l’integrazione alle rette degli anziani, il ricovero dei minori, il codice rosa, gli affidi famigliari, i bonus energia fino ai contributi per associazioni e onlus che combattono la povertà e all’esenzione e riduzione della Tassa sui Rifiuti e dei servizi scolastici come mense e trasporti.

Senza dimenticare l’Atelier della Solidarietà. Pietrasanta, si conferma, modello per il welfare municipale a livello nazionale.

“Nuova povertà, disoccupazione, disagio sociale: la nostra amministrazione – spiega Lora Santini, Assessore al Sociale e Casa – ha cercato in questi due anni e mezzo di dare risposte a tutti coloro che hanno richiesto aiuto. 3mila persone, mediamente, si rivolgono ai nostri uffici. Abbiamo aumentato gli assegni di inserimento per dare risposte a padri e madri che avevano perso il lavoro con lo scopo di non farlo diventare un sussidio cronico ma un incentivo a rimettersi in corsa, attivato un fondo anti-crisi che ci ha permesso di aiutare chi non poteva pagare una bolletta del gas per esempio ma anche più risorse per esenzioni e riduzioni per i servizi alla scuola e rifiuti. Ci siamo riusciti senza aumentare le tasse ma semplicemente – spiega ancora – spostando l’attenzione là dove c’era un bisogno conclamato. Per facilitare l’accesso ai servizi abbiamo semplificato il regolamento e reso più funzionale ed immediato”.

 

Il Comune di Pietrasanta è stato il primo ad creare la scheda famiglia: una sorta di fotografia che consente agli operatori di avere sotto mano, sempre, gli interventi erogati su una persona o nucleo familiare: “prima di oggi un cittadino doveva rivolgersi ai servizi sociali, ufficio casa o ufficio scuola per ottenere i differenti contributi – spiega – Non c’era dialogo tra gli uffici. Questo strumento ci consente, in tempo reale, di gestire al meglio le risorse a disposizione e soprattutto di dirottarle nei confronti di quelle famiglie che ne hanno effettivamente bisogno”.

Tornando ai numeri l’amministrazione comunale ha speso, per erogare servizi sociali a cittadini e famiglie in due anni (2015 e 2016) 3,4 milioni di euro. Quasi 1,6milioni di euro quelli in previsione nel bilancio per l’annualità in corso. “La nostra amministrazione è stata capace di affrontare i tagli del governo e della regione sui servizi sociali erogando più risorse e più servizi sostituendosi, in molti casi, a quello che avrebbero dovuto garantire gli enti superiori. Dobbiamo iniziare a guardare ai servizi sociali come un strumento per superare un momento di difficoltà e non uno status sociale. Il welfare municipale sta sorreggendo, quasi da solo, le comunità”.