Cava Fornace: task force dei comuni

Stampa, 30 lug 08:45 ·
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Pietrasanta fa pressione a Regione Toscana su verifica fideiussioni

Giovannetti e Bartoli alla commissione ambiente.

Un gruppo di lavoro formato da tutti i comuni che convivono con la discarica di Cava Fornace nel nome della salute, dell’ambiente e della trasparenza per fare chiarezza sul conferimento dei rifiuti speciali e condurre il sito verso la sua chiusura in sicurezza e conseguente bonifica. Non ci sono piani B. L' amministrazione comunale di Alberto Giovannetti vuole la chiusura del sito e lo ha ribadito in occasione della convocazione della commissione ambiente del Comune di Montignoso.

Nel frattempo resta altissima l’attenzione per l’avvio della seconda fase che porterà, se sarà attuata, la discarica a quota 68.

“Questa è una battaglia collettiva e comune, nel senso anche delle istituzioni – spiega Alberto Giovannetti, primo cittadino di Pietrasanta – ma che dobbiamo portare avanti nel rispetto della legalità e degli strumenti che gli enti hanno a disposizione. Strumenti che abbiamo. Chiederemo alla Regione Toscana di procedere alle verifiche e agli accertamenti: a partire dalle fideiussioni. Senza le fideiussioni i conferimenti devono essere fermati immediatamente. L’ipotesi di innalzamento della quota è impraticabile: le comunità non vogliono proseguire questa esperienza. I consigli comunali si sono espressi, il territorio si è espresso e si è espresso per la sua chiusura”.

Il primo cittadino di Pietrasanta ha proposto ai referenti dei comuni interessati, tra cui Seravezza, Forte dei Marmi e Montignoso, “di creare un gruppo di lavoro unico dotandolo di risorse e strumenti adeguati per portare avanti quelle verifiche che da soli, i singoli enti, non sono in grado di condurre. Ci preoccupa la flessibilità con cui l’assessore regionale ha parlato della seconda fase quando il livello politico, anche regionale, si è chiaramente espresso a favore della chiusura. La testa non va di pari passo con le gambe”.

All’incontro ha partecipato anche l’assessore all’ambiente, Elisa Bartoli che, insieme al sindaco, negli scorsi giorni aveva fatto visita al presidio permanente: “I controlli della Polizia Municipali non sono adeguati in quanto gli agenti mancano delle competenze tecniche e degli strumenti idonei per poter effettuare un attività di verifica e controllo. Per questo genere di attività dovremo avvalerci della Polizia Ambientale. C’è la nostra piena disponibilità ad ospitare un consiglio comunale congiunto”.