RetiAmbiente: vice sindaco Bartoli, impugneremo la delibera nomina cda illegittimo

Stampa, 17 ott 15:19 ·
Vai a:   articolo principale       

Consiglio di amministrazione “illegittimo”. Non rappresenta il territorio ed i cittadini. Pietrasanta impugnerà la delibera assembleare dello scorso 19 giugno di RetiAmbiente, la nuova società, voluta dalla Regione Toscana partecipata da 103 soci, di cui 100 comuni della province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara che dovrà occuparsi della gestione integrata dei rifiuti urbani ed assimilati nell’ambito dell’Ato Toscana Costa, con cui l’assemblea cinque giorni prima del turno di ballottaggio delle elezioni comunali aveva in sostanza nominato i cinque membri del consiglio di amministrazione. Un “blitz” politico per lasciare fuori dal futuro tavolo delle decisioni comuni da sempre contrari al nuovo carrozzone di RetiAmbiente come Pietrasanta appunto ma più in generale la Versilia che non sarà rappresentata.

“La nostra posizione politica e critica nei confronti di RetiAmbiente non cambia di una virgola. – commenta Elisa Bartoli, vice sindaco ed assessore all’ambiente – Noi siamo contrari all’ingresso del socio privato e a qualsiasi altra forma che non tuteli i cittadini. La gestione dei rifiuti deve restare nelle mani del pubblico così come quella dei beni primari. E’ però evidente che questa mossa ha il solo obiettivo di escludere le nuove maggioranze politiche dalle decisioni frutto delle ultime elezioni. Faremo questo percorso insieme a Livorno, Carrara e Forte dei Marmi. E’ evidente che la politica non centra nulla: Livorno e Carrara sono governate dai Cinque Stelle, Forte dei Marmi da una lista civica, Pietrasanta dal centro destra. Ci dispiace che altre realtà a noi vicine come Seravezza, Camaiore e Massarosa, nonostante nutrano le nostre stesse paure, abbiamo deciso di seguire gli ordini di scuderia che quelli dei cittadini accettando, di fatto, questo modo di operare a discapito delle comunità che rappresentano. Un cda – spiega la Bartoli - che si costituisce a cavallo tra il primo turno ed il ballottaggio senza tenere in considerazione l’imminente assetto politico del territorio in cui dovrà agire è molto poco serio o soprattutto puzza di fregatura. Era giusto e rispettoso, così come abbiamo fatto notare, aspettare la volontà dei cittadini e convocare l’assemblea per eleggere il Cda solo dopo il ballottaggio per avere così chiara anche la mappa politica. Ma è altrettanto comprensibile il timore di confrontarsi con neo amministrazioni dichiaratamente ostili al nuovo soggetto che produrrà solo le solite inefficienze ed il solito aumento dei costi per i cittadini. Chi oggi è li, seduto nel Cda, dovrebbe dimettersi per semplice spirito di serietà e per consentire a questo soggetto di nascere con tutt’altri presupposti. Noi saremo sempre contrari a questi metodi e a questi carrozzoni”.