Demanio: mega complesso via Barcaio confiscato, amministrazione Giovannetti porta avanti percorso per acquisizione gratuita

Stampa, 20 dic 11:57 ·
Vai a:   articolo principale       

Ok del consiglio comunale all’acquisizione del mega complesso immobiliare confiscato in via Barcaio a Fiumetto.

Il percorso attivato dall’amministrazione Mallegni che all’epoca - era l’aprile del 2016 - aveva dato la propria disponibilità al Demanio ad entrare in possesso del complesso immobiliare (61 mila metri quadrati) confiscato in seguito ad un reato fiscale, è arrivato ad uno snodo cruciale. Sull’immobile pende una ipoteca di Monte dei Paschi di Siena nei confronti del quale c’è già stata una prima positiva sentenza. La sentenza in appello, prevista per gennaio, dovrebbe sbloccare definitivamente la situazione, ragione per cui l’amministrazione comunale di Alberto Stefano Giovannetti ha deciso di portare avanti con convinzione l’acquisizione gratuita prevista, tra l’altro, nell’ambito del federalismo demaniale con cui gli enti locali possono acquisire a titolo gratuito beni immobili di proprietà dello Stato presenti sul proprio territorio, richiedendoli all’Agenzia del Demanio, secondo quanto previsto dall’art.56 bis del DL 69/2013.

Dalla vendita del complesso e dell’area, che comprende un campo da golf, una piscina, quattro fabbricati indipendenti di cui tre a destinazione residenziale ed un ex fabbricato rurale, l’amministrazione comunale, una volta entrata nella disponibilità del patrimonio comunale, conta di incassare risorse importanti da riversare sulla città e su progetti chiave come la Rocca di Sala.

“Una volta che entrerà nel patrimonio comunale valuteremo tutte le possibilità con l’obiettivo di ricavarne il massimo vantaggio per tutta la comunità. – spiega il primo cittadino – La nostra intenzione è metterlo sul mercato e venderlo per fare cassa. Stiamo parlando di risorse che oggi non sono previste nel bilancio e che potrebbero aiutarci a portare avanti i nostri progetti con maggiore rapidità”.

L’amministrazione Giovannetti conferma il suo spirito pratico: “c’è chi ha chiesto di farne un uso pubblico – spiega ancora – ma poi bisogna fare i conti con la realtà e la realtà dice che non possiamo permettercelo. Il mantenimento di una struttura di quelle proporzioni e di un’area così importante e di pregio è improponibile per le casse del comune e per una gestione pubblica. Ed anche la soluzione dell’affitto o della gestione è strada non percorribile: il canone da richiedere sarebbe sproporzionato come le risorse necessarie per il suo recupero. Vogliamo venderla per ricavare risorse da investire sul territorio e per la collettività. E’ un percorso che vogliamo portare fino in fondo”.