Automotive: all’Ad di Bosch Gabriele Allievi il Premio Internazionale Barsanti, cerimonia ed esposizione modelli auto a Pietrasanta

Stampa, 13 mag 14:41 ·
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A Gabriele Allievi, Amministratore Delegato di Bosch, il prestigioso Premio Internazionale Barsanti & Matteucci. Il riconoscimento, promosso dal Comune di Pietrasanta e dal Rotary Club Viareggio Versilia con il patrocinio dell’Università di Pisa e la collaborazione con l’Osservatorio Ximeniano di Firenze e Fonderia d’Arte Massimo Del Chiaro, sarà consegnato sabato 18 maggio, alle ore 18.00, nella suggestiva cornice dell’ex convento del Chiostro di S. Agostino, nel centro storico della Piccola Atene, in occasione di una cerimonia pubblica che sarà accompagnata da una esposizione di auto in Piazza Duomo, tra cui modelli elettrici e storici di Fiat e Alfa Romeo. In concomitanza con il Premio sarà aperto al pubblico il Museo dedicato al padre del motore a scoppio ospitato a Palazzo Panichi. Il Premio sarà consegnato dal Sindaco di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti e dal Presidente del Premio Barsanti, Andrea Biagiotti.

Gabriele Allievi ricopre la sua attuale posizione di Amministratore Delegato di Bosch Italia dal settembre 2009 ed è responsabile, a livello globale, per le vendite del settore Mobility Solutions a FCA, Ferrari e CNHi. Inoltre è anche responsabile per le vendite del settore Mobility Solutions verso tutti i clienti nelle regioni Italia e Turchia. Nato a Milano il 21 Agosto 1958, Gabriele Allievi è sposato e ha tre figli. Ha studiato Ingegneria Meccanica presso la University of the Witwatersrand a Johannesburg e il Politecnico di Milano. Ha inoltre completato un International Executive Program presso INSEAD Fontainebleau. Prima di entrare in Bosch, nel 1995, Gabriele Allievi ha ricoperto posizioni di crescente responsabilità presso Alfa Romeo South Africa, General Motors Italia, General Motors France e Delphi Portugal.

Il Premio, assegnato nelle precedenti edizioni a diverse personalità italiane e internazionali del mondo dell'automobile - tra cui Giorgetto Giugiaro e Gerhard Ertl, premio Nobel e inventore della marmitta catalitica, agli astronauti Maurizio Cheli e Jessica Kite, al direttore tecnico e della ricerca di Rolls-Royce Philips Ruffles e al Ceo Ferrari Alfredo Felisa, è stato istituito nell'anno 2000 per ricordare Eugenio Barsanti, pietrasantino di nascita, e Felice Matteucci, i due geniali scienziati toscani che esattamente 160 anni fa inventarono il motore a scoppio. L’inventore del motore a scoppio è nato a Pietrasanta: le origini della mobilità Nicolò Barsanti nacque a Pietrasanta il 12 ottobre 1821. Si formò presso i padri scolopi dove fu ordinato sacerdote assumendo il nome di padre Eugenio. Nel 1841 Barsanti iniziò la sua attività didattica al Collegio San Michele di Volterra; a tal periodo risalgono le prime sperimentazioni. Trasferitosi ad insegnare fisica e idraulica nel 1845 all'Osservatorio Ximeniano di Firenze ebbe la possibilità di sviluppare la sua idea e soprattutto d'incontrare l'ingegnere Felice Matteucci con cui collaborerà per il resto della vita. I due riuscirono a depositare l'invenzione il 5 giugno 1853 presso l'Accademia dei Georgofili di Firenze e, nell'anno successivo, a brevettarla in Inghilterra, Francia, Belgio, Prussia e Piemonte. La costruzione del motore ebbe inizio nel 1860 presso le officine di Pietro Benini. Quello stesso anno, durante l'Esposizione Nazionale di Firenze delle Arti e delle Industrie, fu messo in funzione un modello del motore Barsanti-Matteucci costruito dalle officine meccaniche del Pignone. Nel 1856 i due collaborano allo sviluppo di un motore a due cilindri con potenza di cinque cavalli vapore; due anni dopo costruirono il modello a due pistoni contrapposti che fu realizzato a Zurigo dalla ditta Escher-Wyss. Dopo diverse ricerche Barsanti e Matteucci decisero di affidare la produzione industriale di un motore da quattro cavalli alla società John Cockeril di Seraing, in Belgio, a partire dal prototipo costruito nelle officine Bauer di Milano.Le richieste giunsero da tutta Europa e il successo commerciale sembrava imminente. Ma Barsanti morì due mesi dopo il suo arrivo in Belgio, nell'aprile 1864. Nel 1954 le ceneri di Barsanti furono traslate dalla chiesa di S. Giovannino nella Basilica di Santa Croce, a Firenze, nota per le numerose sepolture di sommi artisti, di letterati e scienziati.