


In Versilia la produzione e la
lavorazione del marmo hanno origini antiche, alternando nei secoli periodi
di grande sviluppo a periodi di totale decadenza.
Si ricorda, ad esempio, che a Pietrasanta, nel 1518, Michelangelo stipulò
contratti per i marmi di cui aveva curato l'estrazione sulle Alpi Apuane.
Alla decadenza registrata nei secoli XVII e XVIII,seguì l'ultima
definitiva ripresa dopo la Restaurazione.
Ed è proprio nel corso dell'Ottocento che si è particolarmente
sviluppata l'attività dei laboratori artigianali legata allo sfruttamento
dei giacimenti marmiferi. Al 1843 risale l'istituzione a Pietrasanta di
una scuola per l'insegnamento della lavorazione artistica del marmo (oggi
Istituto d'Arte "Stagio Stagi").
La grande maestria e sensibilità degli artigiani locali, il loro
eccezionale talento, hanno fatto sì che la Versilia non si limitasse
all'estrazione ed esportazione di marmo grezzo, ma divenisse luogo di produzione
di opere di scultura compiute. E pur modificando nel tempo, con l'acquisizione
delle innovazioni tecnologiche, le modalità di esecuzione del lavoro,
la sostanza dell'intervento manuale è rimasta inalterata, costituendo
ancora oggi elemento indispensabile e pregnante per una perfetta e completa
realizzazione delle opere.
Oltre alla collaborazione con gli artisti per la realizzazione di opere d'arte contemporanea
(settore sviluppatosi soprattutto a partire dagli anni sessanta), l'attività degli artigiani
del marmo è rivolta anche all'esecuzione di copie di sculture classiche,
alla produzione religiosa e cimiteriale, all'intarsio ed all'ornato, al
design.
Accanto ai laboratori artigianali del marmo, un ruolo importante è ricoperto dalle fonderie artistiche (la più antica risale al 1885), sorte come diretta conseguenza dell'espandersi della lavorazione del marmo e dedicate soprattutto alla realizzazione di opere d'arte contemporanea.
Si ricordano, infine, i laboratori che si dedicano alla realizzazione di mosaici e di opere in terracotta e ceramica.