Cultura: a Ubaldo Bonuccelli il premio “La memoria è carta viva”, consegnato il riconoscimento intitolato a Marta Gierut

Ufficio Stampa 11.02.2021 14:05
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Consegnato al neurologo Ubaldo Bonuccelli il “La memoria è carta viva” intitolato alla poetessa e scultrice Marta Gierut promosso dal Comitato Archivio artistico-documentario Gierut. Il premio era stato assegnato nel passato a nomi quali Dario Ballantini, Umberto Guidi, Andrea Bocelli e, alla memoria, a Romano Battaglia e a Raffaello Bertoli.

E’ stato il sindaco di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti insieme al presidente del Comitato Lodovico Gierut e al vice presidente, Clara Mallegni e alla storica Marilena Cheli Tomei a consegnare il premio in occasione della cerimonia che si è tenuta giovedì 11 febbraio al monumento di Marta Gierut in Via Enrico Pea a Marina di Pietrasanta.

Visibilmente commosso il professor Bonuccelli ha confessato di essere stato molto colpito dalla storia di Marta e di essere felice del riconoscimento: “E’ un premio importante per me – ha detto”. L’opera di Marta intitolata “Il volto e la maschera” è inserita nel Parco Internazionale della Scultura Contemporanea nel quale si trovano i lavori dei vari Igor Mitoraj, Franco Miozzo, Romano Cosci, Marcello Tommasi, Maria Papa, Fernando Botero, Yasuda Kan, Pietro Cascella, Maria Gamundi, Girolamo Ciulla e altri.

Le motivazioni

Il premio “La memoria è carta viva”, da una frase di Marta Gierut, è ormai diventato un appuntamento annuale, al quale i rappresentanti delle Istituzioni sono liete e orgogliose di partecipare. In un periodo così particolare e troppo spesso triste, il Comitato Archivio artistico-documentario Gierut è veramente onorato di consegnare questo riconoscimento ad un professionista di grande valore e umanità. Ubaldo Bonuccelli nel corso della sua lunga carriera medica si è sempre distinto sia per le riconosciute competenze in campo neurologico, sia per l'inesausta ricerca scientifica, qualità che lo hanno portato ad essere noto a livello internazionale. La sua attività scientifica e clinica si è indirizzata anche verso studi farmacologici tesi alla cura delle malattie neurovegetative come il Parkinson. Particolarmente significativa è stata la sua attività di docenza e conseguente formazione di specialisti nel campo della neurologia.