Arte: “Scratch. Saluti da Berlino” nella Sala delle Grasce, il viaggio di Alessandro Speroni e Libero Musetti diventa mostra fotografica

Ufficio Stampa 09.11.2021 13:57
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Memoria e consapevolezza. È con questa riflessione che si apre a Pietrasanta, nella Sala delle Grasce, la mostra fotografica “Scratch. Saluti da Berlino” di Alessandra Speroni e Libero Musetti in collaborazione col Gruppo Fotografico Interfocale.

Il vernissage dell’esposizione è in programma sabato 13 novembre alle ore 17.00 alla presenza del sindaco, Alberto Stefano Giovannetti e degli autori. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 5 dicembre (orario di apertura: venerdì e sabato dalle 15.00 alle 19.30 e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.30). L’ingresso è libero (per accedere ai luoghi di cultura ricordiamo è necessario esibire il Green Pass).

La mostra è il racconto degli autori di un viaggio a Berlino focalizzato sull’umanità che fu protagonista su diversi fronti del terribile avvento della Seconda Guerra Mondiale e del nefasto credo nazista, fatto di aberrazioni e persecuzioni razziali. È la descrizione fotografica di una città lacerata, fatta di vittime e carnefici, che vide gloria e caduta, conquista e poi divisione con la costruzione del Muro. Visitando Berlino non si può non pensare ai giovani tedeschi dell’epoca, manipolati dai vertici del potere e a cui venne negata la possibilità di formarsi una coscienza individuale ed umana, portandoli a rinnegare l’amico d’infanzia o il collega di lavoro; e a tutti gli uomini e donne ebrei e non solo costretti alla fuga, sterminati nei campi di sterminio di Dachau e di Mathausen o sopravvissuti ma annientati nella loro identità. Il viaggio di Speroni e Musetti è un graffio nell’anima, la fotografia diventa il mezzo con cui mantenere nella collettività un insegnamento storico portante che non si può assolutamente perdere.

Gli autori ci portano a sentire le emozioni e i brividi vissuti sulla loro pelle nel ripercorrere i fatti e i luoghi, con l’obiettivo specifico e prezioso di recuperare una memoria che rischia ogni giorno di più di affievolirsi soprattutto per le prossime generazioni, sommersa dalla comunicazione delle immagini patinate del mondo social. E paradossalmente proprio internet rischia di rimanere l’ultimo baluardo delle ultime testimonianze ancora esistenti. Con questa esposizione si renderanno invece di nuovo vive e vissute le immagini e le memorie di uno degli eventi storici più importanti e tragici di tutta la storia mondiale.

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