Arte: addio al più grande scultore danese, è morto a Pietrasanta Jørgen Haugen Sørensen

Ufficio Stampa 19.11.2021 13:11
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E’ morto a Pietrasanta, dove viveva dal 1973, Jørgen Haugen Sørensen. E’ stato uno dei più importanti artisti del nostro tempo, il più grande scultore danese. Aveva 87 anni. A darne notizia è stata la moglie, la scultrice Eli Benveniste.

La sua ultima grande mostra personale a Pietrasanta risale al 2017. Una delle sue opere, “The Crowd – La Folla”, che ha dato il titolo anche alla mostra, è stata donata dall’artista alla città. Si trova in Piazza Crispi. Il bozzetto dell’opera ”The angular ones carry, The Smooth ones Slide” (1984) destinata al Comune di Copenaghen si trova nel Museo dei Bozzetti. Nel 2016 aveva ricevuto il prestigioso Premio del Circolo Fratelli Rosselli. (info in bio http://www.haugensorensen.com/en).

“Ci lascia uno straordinario artista ed ambasciatore della scultura contemporanea che aveva scelto la nostra città, negli anni ’70, per vivere e lavorare. – racconta il sindaco di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti – La sua arte, così come la sua vita, hanno camminato fianco a fianco di questa terra, dei suoi laboratori, dei suoi artigiani. Sørensen fa parte di quella colonia di scultori che hanno reso Pietrasanta conosciuta in tutto il mondo come centro culturale, luogo d’arte e di suggestione. A nome dell’amministrazione e della città le più sincere condoglianze alla moglie, ai figli e ai suoi familiari”.

L’annuncio del gallerista Asger B. Nielsen (Hans Alf Gallery) "E' con enorme tristezza che vi informo che Jørgen Haugen Sørensen è morto. Jørgen, senza nessun dubbio, è stato il più grande scultore della sua generazione - e, tranne per che Thorvaldsen, probabilmente uno dei più grandi che la Danimarca abbia mai promosso. Jørgen era selvaggio, senza compromessi, intelligente, testardo e con il coraggio di un leone. Jørgen era l'incarnazione della storia dell'arte del Dopoguerra, una quasi incomprensibile condensazione umana di vita vissuta, storie, esperienza, impressioni e saggezza. Jørgen poteva essere profondo, compassionato e gentile. Jørgen poteva essere impietoso, inflessibile e cocciuto. Perché Jørgen era un essere umano, un esemplare grande e versatile, che conteneva molteplici aspetti. L'ultimo libro sull'opera di Jørgen non è ancora stato scritto. Come la sua personalità, era idiosincratico e complesso ed immune ad etichette. Jørgen era un campione della forma; le sue mani erano capaci di fare cose, che si possono pensare impossibili. E sempre con una parvenza di non porvi sforzo, che neanche in un'intera vita dedicata alla pratica lo si potrebbe attribuire ad una persona. L'abilità di Jørgen non era il risultato del solo duro lavoro, ma si basava anche su di una virtuosità intrinseca, un'insita comprensione della materia, che i comuni mortali possono solo sognarsi. Ma, nonostante ciò, Jørgen è morto, e ci ha lasciato qui, e i nostri pensieri sono con la sua famiglia, con la sua amata Eli, i suoi figli ed i loro figli - e con tutte le persone, che lui ha toccato durante la sua vita, di cui molti sono diventati suoi amici. Ma Jørgen è anche ancora qui, e Jørgen continuerà ad esserci. Se non in carne ed ossa, allora con la sua arte, che ancora torreggia su piazze e parchi, in spazi sia pubblici che privati ed in musei in tutta la Danimarca ed indubbiamente nel resto del mondo. Perché Jørgen era un uomo del mondo, un cosmopolita delle Arti Visive, che ha lasciato segni permanenti sul suolo. Ci mancherai, Jørgen”.

La sua vita e l’arte. Nel 1949 frequenta da autodidatta la Scuola d'Arte Applicata di Copenhagen. Nel 1951 prende parte alla collettiva Arte Moderna Danese a Copenhagen e a Gentofte, nel 1956 aderisce al gruppo "Les Decembristes" e nel 1957 presenta la prima personale alla Galleria Athenaeum di Copenhagen. Nel 1958 partecipa alla "XXIX Biennale" di Venezia. Grazie ad alcune borse di studio, fra il 1960 e il '70 compie viaggi di studio e lavoro in Francia, Italia, Spagna e Germania, proseguendo nel frattempo l'attività espositiva.

Nel 1973 arriva in Versilia dove inizia a lavorare presso lo Studio Sem. Nel frattempo la sua compagna, Jette Muhlendorph, inizia a collezionare modelli e lavori dei principali artisti attivi nella città di Pietrasanta fondando, nel 1984, il Museo dei Bozzetti con sede nel complesso di S. Agostino. Continua a realizzare le sue opere anche presso i Laboratori Bottega Versiliese, Emilio Buratti, Umberto Togni, Francesco Benedetto, il Laboratorio di formatura Alessandro Petrucci,e le Fonderie Artistica Versiliese, Da Prato e Mariani. Nella zona apuo-versiliese ha partecipato a diverse rassegne, fra cui: Galleria Comunale d'Arte Moderna, Forte dei Marmi (1977); "Scultori e artigiani in un centro storico", Pietrasanta (1977; '81); "Il Passato e la Presenza", Pietrasanta (1982-'83); "Scultura di Passaggio", Montignoso, MS (1986); "Il disegno degli scultori", Centro Culturale "L. Russo", Pietrasanta (1988); "IX Biennale internazionale di scultura Città di Carrara" (1998); "Il Malbacco/L'altra faccia della scultura", Centro Culturale "L. Russo", Pietrasanta (2003). Nel 1977 riceve il "Premio Europeo Biancamano" a Milano e nel 1979 la "Thorvaldsen Medal" in Danimarca. Nel 1988 assieme a Robert Jakopsen rappresenta la Danimarca nel parco scultura dei Giochi Olimpici di Seoul. Lavora molti materiali: creta, gesso, alluminio, polietilene, vetro, resina, stoffa, ceramica, ferro, bronzo, marmo e granito. Tra le sue personali più significative vi sono: Galleria Birch, Copenaghen (1960, 72, 73); Galleria del Naviglio, Milano (1961); Galerie Ariel, Parigi (1963); Louisiana Museum for Moderne Kunst, Humleb¾k, Danimarca (1964; '75); Galerie Focus, Parigi (1966); Galleria Ferrari, Verona (1967); Aarhus Kunstmuseum (1968); i.e.Grafik, Copenaghen (1974); Kunstforeningen Gl. Strand, Copenhagen (con Arne Haugen S¿rensen) (1975); Louisiana, Museum for moderne Kunst, Humleb¾k, Danimarca (1975); Retrospettiva, Kunstforeningen Gl. Strand, Copenaghen (1975); Retrospettiva Nordjyllands Kunstmuseum, Ålborg (1976) con Arne Haugen S¿rensen; Galerie Nord, Randers, Danimarca (1976; '78; '79; Museo Sonja Henies e Niels Onstad, Oslo (1976); Randers Kunstmuseum (1979); Glyptotek, Ny Carlsberg, Copenhagen (1980; con Christian Lemmerz, '91; '99); "Attitudes", Yorkshire Sculpture Park, Inghilterra (con Walter Dusenberry, Lee Gran Jean e Glynn Williams, 1981; retrospettiva, '93); Veksolund, Vesko, Danimarca (1982); Charles Cowles Gallery, New York (1982); San Jose Museum ¿f Art, California (1983); Centro Storico, Prato (1983); Kunsthallen, Copenhagen (1989); Halkbank Sanart Galerisi, Ankara, e Dolmebache Palace, Istanbul, Turchia (1991); Galleri Movitz, Stoccolma, Svezia (1992); Retrospettiva Charlottenborg, Copenhagen (1993); Retrospettiva, Yorkshire Sculpture Park, Inghilterra (1993); Bornholms Kunstmuseum (1995); Frederiks Bastion, Copenhagen (1996); Skissernas Museum, Svezia (con Staffan Nielen, 1996); Can Altimira, Barcellona (1996); Galerie Anne Marie, Copenaghen (1996); Franz Pedersens Kunsthandel, Horsens, Hiller¿d, Danimarca (con Troels Wórsel, 1997); retrospettiva, Esbjerg Kunstmuseum (1998); Galleri Weinberger, Copenaghen (1998); "Silent Witness", Museo de Arte Moderno, Mexico City, Museo de Arte Contemporaneo de Oaxaca, Museo de Xalapa, Mexico (1999); "I think I see", Ny Carlsberg Glyptotek, Copenaghen, Danimarca (1999); Kunst Centret Silkeborg Bad (2000); Sophienholm, Copenhagen (2000); Mac d'Aguas das Amoreiras, Lisbona (2000); Gaio, Porto e Castelo de Vide, Portogallo (2001); Galleri Profilen, Århus (2001); J¿rgen Haugen Sorensen, Vigeland Museum, Oslo, Norvegia (2002); J¿rgen Haugen Sorensen e Eli Benveniste, Brondsalen, Copenaghen (2004); "That's Why They Call Them Dogs", Bornholm's Museum of Art (2004); "That's Why They Call Them Dogs", Felleshuset ther Nordischen Botshaften, Berlino (2004); "A New Agreement", Gallery Veggerby (2004); "Before and Soon after" Edison, Frederiksberg con Peter Lautrop (2005); Statens Museum for Kunst (2007). Molto numerose anche le collettive, tra cui si ricordano: Charlottenborgs Forårsudstilling, Copenaghen (1953); Kunstnernes Efterårsudstilling, Copenaghen (1954); Galerie Arhenaeum, Copenaghen (1954); Kunsten-54, Charlottenborg, Danimarca (1954); Sommerudstillingen, Copenaghen, Danimarca (1956); Decembristerne (1956 -'76); Gr¿nningen (1979-'89; '97); "Charlottenborg", Copenhagen (1953; '54; '56; '57; '84; '97); "Moderne Dansk Kunst", Aarhus e itinerante in Svezia e Olanda (1957); Danisch Sculpture, Olanda (1957); Kunstforeningen, Oslo (1958); Esposizione di Scultura e arte grafica, Maison du Danemark, Parigi, (1958); "Biennale", Parigi (1959-'63, '65; "premio della critica", '63; '75); International Museum of Art, Carnegie Institute, Pittsburg, PA (1961;'64, '67); "Concorso Internazionale del Bronzetto", Padova (1961,'63,'65); "Danish Abstract Art", Dallas Museum of Fine Arts, TX (1964); Florida Museum of Fine Arts, St. Petersburg, FL (1964); Robertson Memorial Art Center, Binghampton, NY (1964); The Art Museum, Dartmouth College, Hanover, NH (1964); National Collection of Fine Arts, Smithsonian Inst., Washington D.C. (1964); Louisiana Museum, Danimarca Kunsthallon in Göteborg, Svezia (1964); "Jeune Sculpture", Musée Rodin, Parigi (1966, '69); Galerie Focus, Parigi (1966); Kunstforeningerne in Bergen e Stavanger (1966); "Ung Dansk Kunst 1942-'67", Den Frie, Charlottenborg (1967); Louisiana Museum, Humleb¾k, Danimarca (1967); "Ung Dansk Kunst", Fondazione Pagani, Milano (1967); Galerie Focus, Parigi (1969); Gronningen, Cahrlottenborg, Copenaghen, Danimarca (1969); Jysk Kunst Galerie, Copenaghen, Danimarca (1969); "Cuadernos del Taller", Instituto Nacional de Bellas Artes, Mexico City (1971); "Art Danoise", Galeries Nationales du Grand Palais, Parigi (1973); Biennale Nazionale di Disegno, Rijeca, Croazia (1974); "De Frie Kunstnere", Den Frie, Copenaghen e Aalborg, Danimarca (1974); IE Graphic, Copenaghen, Danimarca con Giovanni Meloni (1974); "III Internationale Biennale", Budapest (1975); Retrospettiva 2-men Exhibition con Arne Haugen Sorensen, Kunst-foreningen (1975); Strand, Copenaghen, Danimarca (1975); "Forma Viva", simposio internazionale di scultura, Maribor, ex-Jugoslavia (1973-'76); Cole and Steiness Art Gallery, Beverly Hills, CA (1976); "International Drawing Biennale", Moderna Galerija, Rijeka, ex-Jugoslavia (1976; '80; '82, '84; '88); "4 artisti Danesi", Palazzo Reale, Milano, (1977); "Forme nel verde", S. Quirico D'Orcia, (1977); "70 Scultori Contemporanei", Sommacampagna, VR (1978); Galleria Novelli, Verona (1978); Galleria Belle Chasse, Parigi, Francia (1978); Veksolund, Vekso, Danimarca (1978, '79, '80, '81); Groningen, Charlottenborg, Copenaghen, Danimarca (1978, '79, '82); "Biennale", Middelheim Sculpture Park, Anversa (1979); The Eleventh International Sculpture Conference, Washington, USA Veksolund, Vekso, Danimarca (1980); "Paris- Kobenhavn", Copenaghen, Danimarca (1981);FIAC , Parigi, Francia (1982); "Scultura Disegnata", Roma (1984); Yorkshire Sculture Park, Inghilterra (1986; '88); "Idiomi della scultura contemporanea", Sommacampagna, VR (1989); "Art Exchange Madras Scandinavia", Tamil Nadu, India (1994); "Human Touch", Trondheims Kunstforening, Norvegia (1995); "Mostra internazionale di scultura all'aperto", Gambarogno, Svizzera (1996); "Premio Internazionale di Scultura 'Constantino Nivola'", Det Danske Akademi, Roma (1999). Sue opere sono presenti nei maggiori musei danesi (tra cui la Ny Carlsberg Glyptotek e il Statens Museum for Kunst di Copenhagen e il Louisiana Museum for Moderne Kunst di Humleb¾k), nonché in musei in Svezia, Norvegia, Stati Uniti (Carnegie Institute, Pittsburgh, PA e MoMA, New York), Turchia, Inghilterra e Italia. Numerosi suoi lavori si trovano in collezioni pubbliche e private soprattutto in Danimarca, ma anche in Italia, Corea, Turchia e Svizzera.