Sociale: donne vittime di violenza, all’Osterietta lo sportello della Casa delle Donne

Ufficio Stampa 23.12.2021 09:14
Vai a:   articolo principale       

Un sorriso e un sostegno concreto per tutte le donne vittime di violenza di Pietrasanta e dintorni. È stato finalmente inaugurato al Centro dell’Osterietta il nuovo sportello d’ascolto per le donne curato dal centro anti violenza “L’una per l’altra” gestito da operatrici professioniste e consulenti specializzati.

Una cerimonia piccola e semplice, quella che si è tenuta giovedì, ma dalla portata grandissima: a tagliare il nastro comunale, e a sancire l’apertura ufficiale, ci ha pensato l’assessore al sociale del Comune di Pietrasanta, Tatiana Gliori insieme alla Presidente della Casa delle Donne di Viareggio, Ersilia Raffaelli, alla coordinatrice del centro, Elisa Petrini e del Maresciallo dei Carabinieri di Pietrasanta, Giovanni Milazzo. Lo sportello sarà operativo due volte a settimana su appuntamento chiamando il centralino del centro antiviolenza al numero 800800811 o in alternativa la segreteria allo 0584.407879. Molti i servizi offerti dal centro di cui lo sportello è il referente di zona a partire dalla prima accoglienza, dalla consulenza psicologica fino a quella legale e abitativa: il tutto nel più totale anonimato, riservatezza e gratuità per le beneficiarie.

“Pietrasanta in prima linea contro la violenza di genere ampliando ulteriormente i momenti dedicati alla tutela, al sostegno e all’informazione con un servizio curato con competenza ed esperienza grazie alla Casa delle Donne. – ha ricordato l’assessore al sociale, Tatiana Gliori – Lo sportello avrà un raggio di azione comprensoriale. E’ un rifugio di prossimità per tutti coloro che avranno necessità e urgenza di parlare, difendersi e rilanciarsi nella vita”. Istituita nel 1996, l’associazione fin dal 2001 ha dato vita al centro antiviolenza “L’una per l’altra” patrocinato dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Lucca e successivamente, ha collaborato alla creazione del Tavolo di Rete “Insieme contro la violenza” che comprende i decisori politici di 7 comuni del territorio, aziende sanitarie, associazioni e tutte le forze dell’ordine. Una rivoluzione locale avviata in anni in cui ancora non si aveva così tanta coscienza a livello sociale e nazionale di questa problematica e che si è accompagnata nel tempo ad un’organizzata e intensa attività di prevenzione nelle scuole e alla collaborazione per la nascita di altre strutture di intervento altamente qualificate tra cui Dire e Tosca.

“Si sono appena conclusi i corsi di formazione generale che abbiamo fatto per tutti gli operatori coinvolti, compresi componenti delle forze dell’ordine. Chi dovrà intervenire avrà tutti i mezzi psicologici e le competenze per agire nel modo migliore. – ha spiegato la Presidente dell’associazione, Raffaelli - Le donne subiscono violenza in quanto donne: sembra un gioco di parole, ma non lo è. Bisogna abbattere il cliché secondo cui è solo la condizione di fragilità psicologica, fisica o economica di una donna che la rende vulnerabile. Non è così. L’odio di genere è la vera base dei comportamenti di questi uomini. Il fenomeno colpisce tutte le donne anche quelle forti, di condizione economica e culturale elevata. I dati e la nostra esperienza ce lo dicono chiaramente”.