Descrizione
Le epidemie in Versilia e di devozione popolare, i dieci ospedali tardo medievali di Pietrasanta, la storia delle grandi epidemie dalla grande peste alle ultime scoperte scientifiche: sono alcuni dei temi al centro del convegno dal titolo “A pese, fame et bello…: le malattie infettive nella storia e nell’immaginario” patrocinato dall’Istituto Storico Lucchese, sezione Versilia Storica, Fidapa Versilia e Società Italiana d’Igiene e dal Comune di Pietrasanta in programma sabato 27 ottobre (inizio ore 17.00. Ingresso libero) nella Sala Annunziata del Chiostro di S. Agostino a Pietrasanta. Il convegno è una delle iniziative legate al 150esimo anniversario dell’incoronazione della Madonna del Sole.
All’incontro partecipano come relatori Gaetano Privitera (Dipartimento di Medicina Traslazionale Università di Pisa – Società Italiana di Igiene), Annalaura Carducci (Dipartimento di Biologia Università di Pisa - Società Italiana di Igiene), Alberto Tomasi (Asl Toscana Nord Ovest - Società Italiana di Igiene), Ileana Federigi (Dipartimento di Biologia Università di Pisa - Società Italiana di Igiene), Luigi Santini (Istituto Storico Lucchese, sezione Versilia Storica), Claudia Menchini (Fidapa Versilia).
L’incontro ripercorrere la storia delle malattie infettive sia dal punto di vista scientifico che da quello storico, culturale, religioso ed artistico. Le malattie infettive hanno accompagnato l’uomo fin dai tempi più antichi, spesso evocando la paura dell'ignoto e del soprannaturale. In particolare, l’insorgenza delle grandi epidemie del passato, la cui diffusione ha veramente cambiato la storia, induceva l’idea del “castigo divino”, e quindi la necessità di invocare aiuto e protezione, in particolare dalla Madre di Dio. Per causa di questi drammatici eventi, soprattutto a partire dalla “Peste nera” del XIV secolo, molte immagini di Maria divennero oggetto di devozione popolare manifestata con preghiere, cerimonie, processioni. Accanto al sentimento religioso il terrore provocato dalle malattie contagiose ha ispirato artisti e letterati che le hanno rappresentate in vario modo, creando stereotipi che restano ancora nell’immaginario. Oggi che nei paesi sviluppati il miglioramento delle condizioni di vita, insieme con le scoperte scientifiche (quali i vaccini, la disinfezione delle acque, gli antibiotici), hanno portato alla scomparsa di malattie come la peste, il colera, il vaiolo, l’atavica paura per l’epidemia rimane, mentre si tende a sottostimare gli aspetti meno visibili delle infezioni, che tuttavia causano ancora gravi complicazioni e morti.
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Ultimo aggiornamento: 21 marzo 2024, 11:04